MONTEPULCIANO_MUSEO CIVICO PINACOTECA CROCIANI
Domenico Beccafumi, l’artista da giovane

PROGETTO
a cura di Alessandro Angelini e Roberto Longi

Il recente, felice ritrovamento di una tela conservata nel Museo civico di Montepulciano e raffigurante Santa Agnese Segni come opera attestata nel 1507 di Domenico Beccafumi, ha riproposto all’attenzione del pubblico e della critica un metodo di ricerca capace di ottenere risultati altamente positivi, correlando la ricerca storica d’archivio con l’analisi dell’opera d’arte secondo il metodo filologico dei conoscitori.
Questa tela, forse in antico un gonfalone civico, fu commissionata dal Comune della città in occasione del podestariato del nobile senese Lorenzo Beccafumi nel 1507 ad un pittore di sua fiducia, quel Domenico di Jacopo Pace, finora ignoto a date così precoci, e che più tardi avrebbe adottato lo stesso nome del suo patrono. Questo documento ha aperto uno spaccato di grande interesse sulla storia politica della Montepulciano rinascimentale e sulla fase giovanile, finora assai incerta, del grande pittore senese. Infatti accanto alla tela poliziana può ormai leggersi agevolmente una nutrita serie dipinti, finora riferiti ad una ‘Maestro delle Eroine Chigi Saracini’ di incerta identità anagrafica, certamente realizzati da Domenico fra il 1505 e il 1510. Questa nuova acquisizione critica, proprio perché “un’opera d’arte è sempre relativa” (Roberto Longhi, 1950) e in rapporto diretto col suo contesto culturale in senso cronologico e geografico, muta sensibilmente l’orizzonte dei rapporti artistici nella pittura toscana del primo Cinquecento e permette di ridelineare lo scambio tra i grandi maestri, che a quel tempo si affacciarono più o meno direttamente a
Siena: da Perugino a Signorelli, da Raffaello a Girolamo Genga, a Sodoma, da Leonardo a fra Bartolomeo.
Questa tela, in assenza del documento, non era stata finora riconosciuta come opera del grande maestro perché in effetti non si tratta di un capolavoro che seduce a prima vista, di quelli ai quali siamo abituati in una società che spesso tratta le opere d’arte come feticci da ammirare e dai quali restare colpiti come da un raptus. L’iconografia ieratica e volutamente arcaizzante della santa lascia a prima vista perfino un po’ interdetti ed è solo osservando il dipinto, soprattutto nei particolari, che scopriamo i tratti inconfondibili, per la loro qualità eccelsa, del protagonista della pittura senese del Cinquecento.

Attorno a questo dipinto è allestita nel Museo Civico di Montepulciano una mostra di  studio ma anche  di grande attrattiva per i visitatori, dedicata proprio all’attività di Beccafumi giovane e al suo contesto culturale di riferimento.
La mostra prosegue idealmente anche nel territorio circostante a Montepulciano, negli antichi domini della Repubblica senese e in particolare a Sarteano, nelle cui chiese si conservano capolavori di artisti del tempo, grandi committenti come la famiglia Tedeschini, dei nipoti di Pio II e come quella Gabrielli, per la quale Beccafumi realizzò il suo ultimo capolavoro, la stupenda Annunciazione di Santa Vittoria. Il cielo cangiante e quasi romantico di questo estremo capolavoro del grande maestro richiama ancora quello, mutevole e arrossato, della tela giovanile con Santa Agnese del Museo civico di Montepulciano che ha dato lo spunto, appunto, per questa sezione di rassegna.

Proprio il fatto di aver ritrovato un dipinto artisticamente tanto prestigioso nel suo territorio di origine e così legato alla storia di una città importante politicamente come Montepulciano nel Rinascimento, si connette a quel concetto di patrimonio artistico da conoscere e tutelare nel suo contesto originario, che stette così a cuore ad uno dei padri della Costituzione italiana come Piero Calamandrei, che a Montepulciano era di casa. Così ci piace concludere questa breve presentazione della mostra con queste sue parole memorabili del 1954: “Voi lo sapete: in Italia e specialmente in Toscana, ogni borgo, ogni svolta di strada, ogni collina, ha un volto, come quello di una persona viva: non vi è curva di poggio o campanile di pieve che non si affacci nel nostro cuore col nome di un poeta o di un pittore, col ricordo di un evento storico che conta per noi quanto le gioie o i lutti della nostra famiglia” (..,) e che per la sorte di un quadro o di una statua o di una cupola si può stare in pena come la sorte del congiunto o dell’amico più caro”.

 

ITINERARIO SUL TERRITORIO

Siena, Pinacoteca Nazionale

Orario di apertura: lunedì ore 9-13; da martedì a sabato 8.15-19.15; domenica 9-13. Chiusura settimanale: lunedì pomeriggio. Costo biglietto intero € 4; ridotto € 2

Asciano, Abbazia di Monte Oliveto Maggiore

Orario di apertura:  9-12/15-18; domenica chiusura mattutina ore 12.30

Ingresso libero

– Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Storie di San Benedetto, chiostro

Lo straordinario ciclo di affreschi nel Chiostro Grande dell’Abbadia di Monte Oliveto Maggiore, già in parte realizzato da Luca Signorelli (1497-1498), fu concluso dal Sodoma tra il 1505 e il 1508 con le ventisei lunette mancanti (una, infine, quella di Commiato di Mauro e Placido da San Benedetto) ridipinta dal Riccio. Nelle ultime scene appare evidente l’aggiornamento sulle novità fiorentine di Leonardo e Raffaello.

Pienza, Monastero di Sant’Anna in Camprena

Il complesso di Sant’Anna in Camprena , adibito ad agriturismo, è accessibile ai visitatori nel solo periodo di apertura stagionale della struttura a partire dal 15 aprile 2017. La visita, limitata al Refettorio, è possibile, tranne poche eccezioni,  tutti i giorni nel pomeriggio dalle 16.00 alle 18.00. Per gruppi superiori alle 10 persone è richiesta la prenotazione da farsi con almeno un giorno di anticipo.

Recapiti telefonici  338 4079284 – 0578 748037

Recapiti e-mail info@camprena.it; camprena@diocesimontepulciano.it

Si fa presente che è sconsigliato l’accesso ad autobus turistici.

La visita, individuale o di gruppo, non è possibile nei seguenti giorni:

mese di maggio: giovedì 11

mese di giugno: sabato 3, sabato 10, venerdì 16, sabato 17, sabato 24

Ingresso libero

– Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, affreschi del refettorio

Il ciclo del refettorio del complesso monastico olivetano di Sant’Anna in Camprena, eseguito tra il 1503 e il 1504, costituisce il primo incarico di Sodoma in terra toscana, “con quella sua maniera di colorito accesa, che egli avea recato di Lombardia”, per dirla con Vasari: vi si legge chiaramente la matrice leonardesca della sua arte, ma anche l’adesione al linguaggio protoclassicista di Pinturicchio e Perugino, ampiamente diffuso e presente a Siena.

Sarteano, chiesa di San Lorenzo:

Orario di apertura: tutti i giorni 8.30-18.30

Ingresso libero

– Lorenzo di Mariano detto il Marrina, Tabernacolo eucaristico

– Lorenzo di Mariano detto il Marrina (?), Pietra sepolcrale dei Piccolomini Tedeschini

Il tabernacolo eucaristico fu compiuto nel 1514, nelle forme di un tempietto all’antica, per il sarteanese Francesco di Nanni Pilli: fedelissimo del cardinale Francesco Tedeschini Piccolomini (poi Pio III) e dei suoi familiari. A scolpirlo fu Lorenzo di Mariano detto il Marrina, alla cui bottega si deve probabilmente, nella zona del coro, la lastra sepolcrale della famiglia Tedeschini Piccolomini, originaria di questa terra.

Sarteano, Sala d’Arte Beccafumi (chiesa di San Martino)

Orario di apertura: da marzo a maggio sabato e domenica ore 10.30-12.30/16-18; da giugno venerdì, sabato e domenica ore 10.30-12.30/16-18

Costo biglietto: € 3; bambini e ragazzi sotto 18 anni gratuito

– Girolamo di Giovanni del Pacchia, Angelo annunciante, Madonna Annunziata

Girolamo del Pacchia (Siena, 1477-1530 circa). Angelo annunziante e Madonna annunziata.

Olio su tavola, cm. 167X88 (ciascuna). Sarteano, Sala d’Arte Domenico Beccafumi, 1514 circa

Provenienti dalla chiesa di San Lorenzo, le due tavole con i protagonisti dell’Annunciazione appartengono alla fase più felice di Girolamo del Pacchia, coincidente con il secondo decennio del Cinquecento, quando il pittore senese è maggiormente influenzato dall’opera di Raffaello. Si tratta probabilmente di una commissione legata alla famiglia Piccolomini Tedeschini.

Torrita di Siena, chiesa di Santa Flora e Lucilla

Orario di apertura: ore 10-12.30 / 15-18

Ingresso libero

– Lorenzo di Mariano detto il Marrina, Busto di Santa Caterina da Siena (dalla Collegiata dei Santi Martino e Costanzo)

Lorenzo di Mariano, detto Marrina (Siena, 1476-1534).

Santa Caterina da Siena. Terracotta dipinta. Torrita di Siena, Collegiata di San Martino 1510 circa

Questo prezioso busto in terracotta dipinta di Santa Caterina da Siena è posto nella collegiata di Torrita da quado fu oggetto di una donazione nel 1848, me ne ignoriamo la destinazione originaria. E’ un’ opera ancora relativamente giovanile di Marrina, come si deduce dalle tangenze avvertibili con la scultura di Giovanni di Stefano, che era stato maestro dello stesso Lorenzo di Mariano.

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